TAPPA 12

Da bivacco Marussich a Cave di Predil

Sveglia presto, voglio andare a vedere l’alba, ma si sta troppo bene dentro al piumino, così spengo la sveglia e la rinvio di altre due ore. Risuona, ora bisogna alzarsi, fin da subito ci sono 2 grandi problemi, il primo è la scarsità di acqua, (facilmente risolvibile sciogliendo della neve), il secondo è la neve, il Sentiero è letteralmente sommerso da un soffice manto bianco, proviamo per quasi 3 ore ad aggirarlo su roccia, ma è impossibile.
Prendiamo fuori mappe e cartine e notiamo la presenza di un sentiero che scende a valle, totalmente opposto al nostro, ma ad ora è l’unica soluzione.
Raggiungiamo il percorso e iniziamo a scendere, in meno di un ora arriviamo in una malga, dov’è presente una fontana, (santa acqua, è la cosa più buona del mondo). Qua decidiamo di mangiare qualcosa, ovviamente la “malga” è aperta solo alla domenica  ma dietro ha una specie di bivacco dove nella cucina c’erano scatolette di tonno a volontà, oro!!!<br>Ce ne prendiamo un paio a testa, e con nostro stupore ci accorgiamonche non è solo tonno, ma all’interno ci sono anche piselli e pomodoro, una vera delizia!!
Con la pancia piena ci avviamo verso Sella Nevea, prendiamo il Sentiero 645a dove il cartello cita così:”Sella Nevea 1.45, sentiero esposto per escursionisti esperti”; ci piace molto questo cartello, sopratutto per il poco tempo, visto che l’altro Sentiero ci metterebbe più del doppio.
Un dolce sali e scendi tra pini ci fa volare, e in mezz’ora avevamo già percorso metà del sentiero, ma è proprio adesso che inizia la parte bella, il percorso diventa sempre più stretto ed esposto, una serie di cavi ancorati alle rocce ci aumentano la sicurezza, ci danno un appiglio in più se siamo in difficoltà, oltre alle corde troviamo anche qualche piolo e un paio di scalette di legno, sempre ben ancorate alla roccia, la possiamo definire una piccola ferrata molto semplice ma molto divertente, la felicità però finisce quando, scesi dall’ultima scala, troviamo un cavo che spenzola libero, non si sa come ma si erano staccati tutti e 4 gli ancoraggi alla roccia, nell’unico punto dove serviva davvero una sicurezza questa non c’è.
Con molta attenzione riusciamo ad attraversare il tratto dismesso, e in un batter d’occhio arriviamo a Sella Nevea, rinomata località invernale, una, se non la più importante di tutta la regione. Visto che si tratta di una struttura non estiva troviamo tutto chiuso, perfino un rifugio del Cai, con tanto di targa di Punto d’accoglienza Sentiero Italia. Una cosa assurda che alle 16 una struttura così sia chiusa.
Con rabbia e rassegnazione ci rimettiamo in cammino, non facciamo intempo a passare il cartello del fine del passo che inizia a piovere, per fortuna solo qualche goccia, nel giro di una mezz’ora da poche gocce si è passato a diluvio!! 11 interminabili chilometri sotto l’acqua ci portano ad un bar vicino al lago di Predil, una benedizione visto che eravamo bagnati dalla testa ai piedi, ci siamo presi qualcosa di caldo e abbiamo aspettato che finisse, ci volle quasi un ora, ma verso le 19 aveva completamente smesso di piovere. Con gli zaini in spalle percorriamo gli ultimi 2 chilometri che mancano per arrivare al paese di Cave del Predil, paesotto molto carino, costruito sotto una vecchia miniera di zinco e rame, chiusa nel 1991. In questo villaggio c’è tutto necessario, un bar, un’alimentari e una pizzeria. Appena letto ci buttiamo dentro, la voglia di pizza era davvero tanta. Iniziamo a chiedere informazioni sul dove poter mettere la tenda ma ci dicono che non esistono posti adatti. Sconsolati tentiamo al bar, il proprietario ci indica il prato di un vecchio asilo abbandonato.
Ottimo, ci avviamo e appena arrivati troviamo delle casette dei giochi, quindi per questa notte niente tenda!!!!

Pubblicato da thefoodshiker

Benvenuti nel mio mondo!! Un blog dedicato al trekking e al cibo. 2 mondi molto lontani, ma estremamente affascinanti se li si combina insieme! Aiutami in questo viaggio