TAPPA 28

Da Rifugio Giussani a Passo Falzarego

Era davvero da tanto tempo che non si dormiva su un vero materasso, alzarsi è molto difficile, si sta troppo bene, ma la colazione chiama.
Mangiamo tutto, sia dolce che salato, abbiamo bisogno di tante energie oggi.
Sono le 8, paghiamo e decidiamo di lasciare la tenda al rifugio, tanto saremmo ripassati da lì.
Si sale, decidiamo di provarci, già dall’inizio troviamo molta neve sul sentiero, ormai non più ghiacciata, se saremmo partiti 2 ore prima sarebbe stata molto più dura e congelata.
Per salire non ci sono i classici segni rossi e bianchi, ma pallini blu, che a volte, anzi molto spesso, non si distinguevano dal colore delle rocce bagnate.
Mentre saliamo non sentiamo molto la fatica, la voglia di arrivare in cima è tanta e ci fa macinare metri su metri. Il Sentiero fa una specie di U orizzontale, raggiunta la “curva” la fatica inizia ad arrivare, siamo a 3000 metri, la neve si fa sempre più compatta e presente, mancano solo 200m di dislivello, stringiamo i denti e a testa bassa andiamo avanti.<br>Arriviamo in cresta, sembra di essere in un video dell’Himalaya, un sentierino di neve con le impronte di decine e decine di persone fanno il solco per i nostri piedi; sì vede la croce, (simbolo importante per noi escursionisti, la si può paragonare a un faro per i marinai, la si segue) ultimi 20 metri e ci siamo!!
Arrivati a 3225m, incredibile; dalla cima si vede tutto, dalle montagne Friulane (le prealpi Carniche), a tutte le Dolomiti venete, dall’Austria alla Lombardia.
Un panorama del genere non l’avevo mai visto, saremmo stati almeno un ora in contemplazione, e dopo le classiche foto di rito decidiamo di scendere.
La discesa è sempre più veloce della salita, infatti ci mettiamo la metà del tempo per tornare al rifugio.
Sono le 12, mangiamo qualcosa e iniziamo la vera tappa, rifacciamo il Sentiero del giorno prima e sbuchiamo di nuovo in Val Travenanzes, questa volta prendiamo la desta e con una salita di media difficoltà arriviamo alla forcella che prende il nome della valle. Siamo letteralmente sotto al rifugio Lagazuoi, un’ultima salita di meno di 2 chilometri ci divide dalla struttura ricettiva. Solo per concludere la tappa facciamo questo ultimo sforzo, tanto dopo è tutta discesa fino al passo Falzarego.
Saliamo e scendiamo, ma prima ci ritorniamo di panini per la cena ed eventuale pranzo di domani.
Discesa lunga e ripida, troviamo uno spiazzo dove mettere le tende, le montiamo e ci buttiamo dentro.
Oggi è stata una giornata pesante ma ricca di emozioni!

Pubblicato da thefoodshiker

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